Fulvio Lenzo
Docente MI-Heritage

Andrea Palladio: studio dell'antico, progetto, cantiere.

Durata corso: 30 ore

 

Obbiettivi formativi  

Il corso mira a fornire allo studente la conoscenza delle principali opere architettoniche di Andrea Palladio nel rapporto con il loro contesto storico e fisico, il processo di formazione, uso e trasformazione, le tecniche costruttive e l’organizzazione del cantiere, il ruolo della committenza, della decorazione, e dei valori simbolici e rappresentativi. Attraverso questo caso specifico si intende sviluppare una più generale capacità di lettura dei disegni architettonici e delle fabbriche premoderne, una conoscenza di base delle tecniche costruttive storiche e degli strumenti di rappresentazione grafica, nonché l'acquisizione di un corretto lessico architettonico. 

Contenuti 

Andrea Palladio (1508-1580) deve la sua universale notorietà, in parte alle sue opere costruite, in parte ai suoi Quattro Libri dell'architettura (1570), certamente uno fra i più fortunati trattati architettonici di tutti i tempi, insieme con la Regola di Vignola. Eppure, paradossalmente, è stata proprio la sua opera a stampa, interpretata in maniera dogmatica, ad avere talvolta impedito una lettura storicamente fondata delle sue architetture, attribuendogli semplicisticamente l'inappropriato ruolo di rifondatore dell'architettura classica di età moderna. Occorrerà dunque prescindere da tali letture ideologicamente falsate, per provare ad avvicinarsi a Palladio cercando di seguirlo nel suo fare architettura, quasi spiandolo da dietro le spalle mentre lavora al suo tavolo da disegno o si inerpica fra le impalcature per seguire il procedere dei suoi cantieri.

Il corso intende proporre un percorso trasversale attraverso i tre principali momenti in cui si esplica l'attività architettonica di Palladio. Il primo passo è lo studio dell'antico, che Palladio conduce attraverso l'osservazione diretta, il rilievo e la misurazione accurata degli edifici antichi e dei loro elementi di dettaglio, e quindi la loro restituzione grafica, che tende a completare le parti mancanti cercando di riprogettarle usando la stessa logica desumibile dai resti archeologici superstiti. È a partire da questa ragione, astratta dalla varietà polimorfa dell'antico, che l'architetto comincia a progettare i suoi edifici, senza tuttavia diventarne schiavo, e tentando anzi di assecondare le caratteristiche sempre mutevoli dei siti e le richieste dei committenti, per coniugare le esigenze rappresentative e monumentali con la necessità di contenere i costi e, di conseguenza, anche i tempi dei cantieri. Il cantiere rappresenta dunque il terzo banco di prova per un architetto che prima di diventare un intellettuale, autore di libri, era stato uno scalpellino formatosi fra la polvere di pietra e la calce. Il suo apprendistato lo porta a una osservazione di dettaglio dei resti archeologici, e a una capacità ineguagliata di interpretarne anche i dati tecnici e materici, per poi trarne spunti utili da applicare alle fabbriche del suo tempo. 

Modalità di svolgimento della didattica 

Il corso si articolerà in una serie di lezioni ex cathedra alternate a sopralluoghi ai principali edifici palladiani. In particolare, a Venezia si visiteranno le grandi chiese (San Giorgio Maggiore e Redentore), e a Vicenza la Basilica, la Loggia del Capitaniato e i palazzi privati (Thiene, Porto, Valmarana, Chiericati, Barbaran, Porto Breganze). All'interno di queste attività si prevede inoltre di avvalersi delle strutture espositive e didattiche del Palladio Museum di Vicenza, per osservare e studiare da vicino le testimonianze storiche e materiali relative alla carriera dell'architetto, ai suoi disegni autografi e ai principali cantieri.